20080408

Le regole dell'attrazione


TITOLO ORIGINALE: The Rules of Attraction

PRODUZIONE: USA

ANNO: 2002

REGIA: Roger Avary

INTERPRETI: James Van Der Beek, Ian Somerhalder, Shannyn Sossamon, Jessica Biel, Kid Pardue, Faye Dunaway

Scheda IMDB

TRAILER

Il film si potrebbe facilmente inserire nella classica categoria americana dei College-Movie, ma uno sguardo più attento può notare che è molto meno superficiale di quello che sembrerebbe in apparenza. La trama è intricata in un ménage amoroso che coinvolge diverse persone: una catena formata da lui che ama lui che ama lei che ama lui che... se ne infischia di tutto il resto. Protagonista possiamo considerare il giovane Sean Bateman (James Van Der Beek, star di Dawson's Creek, qui in vesti decisamente diverse...), giovane spacciatore dallo sguardo schizzato e kubrickiano (un po' Jack Torrance di Shining, un po' Leonard "Palla di lardo" di Full Metal Jacket), che si innamora di una misteriosa ragazza che gli recapita delle lettere viola e profumate. Il ragazzo identifica l'ammiratrice in Lauren (Shannyn Sossamon), bella e sofisticata alla ricerca dell'amore vero che la privi della verginità. Crede di avere trovato il ragazzo giusto in Victor (Kip Pardue), belloccio sciocco e superficiale, che ha passato un anno girovagando l'intera Europa, provando droghe (e ragazze...) di tutti i tipi, e che la ignora totalmente. A loro si aggiungono Paul (Ian Somerhalder), carino e gentile ragazzo gay che si innamora romanticamente del rude Sean, e Lara (Jessica Biel), bionda e ninfomane compagna di stanza di Lauren, slegata sentimentalmente con tutti gli altri, ma capace di andare a letto con chiunque le si metta davanti. Il tutto è inserito in un classico contesto diviso tra vita da campus e feste notturne, all'insegna della eterna triade Sesso, droga e rock & roll, sicuramente trita e ritrita e forse banale da riproporre al giorno d'oggi; ma il film riesce a passare oltre, come ho gia accennato, alle semplice apparenze. Sesso e droga sono ingredienti costanti della trama, vere fisse nella mente e nelle parole dei protagonisti. E il rock & roll? Beh, oltre alle continue feste danzanti, in cui spicca un party-orgia in maschera che può considerarsi una citazione kubrickiana (Eyes Wide Shut), diventa un vero tormentone grazie al particolare modo di acconsentire di Sean, che pronuncia spesso e volentieri le parole "Rock & Roll" per intendere "Sì".

Avary ci regala un film cinico, aspro, cattivo e a tratti romantico, ma dove ognuno è destinato alla sconfitta. Tutti rimangono vittime di un'inevitabile infelicità, come possiamo vedere nella serata "The End of the World Party" (cui assistiamo nella sequenza iniziale e finale) in cui i protagonisti vedono crollare tutte le loro illusioni e speranze, nate col susseguirsi degli eventi. Nessuno, infatti, riesce a raggiungere i propri obiettivi. Si alternano scene di sesso sfrenato, masturbazioni, iniezioni di eroina alle dita dei piedi, risse, pistole, lotte tra pusher, vomito, fellatio gratuite a professori, dichiarazioni d'amore appassionate, suicidi tentati e riusciti, che caratterizzano una gioventù sostanzialmente perduta. Roger Avary è regista di talento, già apprezzato soprattutto come sceneggiatore per aver scritto insieme a Quentin Tarantino i capolavori Pulp Fiction e Le iene. Purtroppo la sua filmografia registica non vanta ancora un gran numero di titoli, ma il suo stile è comunque originalissimo e degno di nota. Basti pensare alla tecnica con cui racconta all'inizio la situazione dei protagonisti: attraverso lo stratagemma del rewind passa da un personaggio all'altro. Dopo aver raccontato infatti quello che accade a Lauren le immagini scorrono al contrario per andare a raggiungere Paul; da qui riparte la narrazione finché non si ferma nuovamente e torna indietro a riprendere Sean... e così via. La stessa tecnica viene richiamata proprio alla fine della pellicola, quando i titoli di conda scorrono anch'essi al contrario, cioè dall'alto verso il basso. Altre sequenze interessanti sono quelle in cui l'immagine viene separata in due per mostrare due diverse azioni, che successivamente confluiranno incontrandosi. Un giudizio dunque positivo, dove oltre alla regia sono da apprezzare anche le interpretazioni dei giovani attori, tutto sommato a loro agio nei panni di ragazzi sbandati. Una curiosità? Il personaggio di Sean è fratello minore di Patrick Bateman, lo psicopatico protagonista di American Psyco (anche questo tratto da un romanzo di Bret Easton Ellis).

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